Amianto e patologie correlate

AMIANTO, DI COSA SI TRATTA

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L’Asbesto, conosciuto più comunemente in Italia come amianto, è il termine con il quale viene classificata una serie di minerali, appartenenti al gruppo degli inosilicati e fillosilicati, accomunati dalla consistenza fibrosa e dalla pericolosità per l’organismo.

Conosciuto sin dall’antichità e impiegato nei rituali magici, ma poi approdato nella medicina, l’amianto entra ufficialmente nel mondo dell’industria alla fine dell’Ottocento, dopo il ritrovamento di grossi giacimenti che aprono al suo impiego in diversi settori e a nuove tecnologie utili a sfruttarne le fibre.

Uno dei più conosciuti, e purtroppo letali, utilizzi è il cosiddetto Eternit, ovvero un fibrocemento utilizzato nel settore edilizio come materiale di copertura e coibentazione. Il suo massiccio uso nelle costruzioni non è dovuto al caso, asbesto nella lingua greca ha un significato preciso: indistruttibile.

Le sue proprietà ne fanno un materiale diffuso in tutto il mondo e impiegato per una quantità variegata di prodotti quali tute ignifughe, tetti, tegole, pavimenti, rivestimenti, arredi: impieghi molteplici e tutti estremamente dannosi per l’uomo.

L’amianto è infatti chimicamente caratterizzato da legami molto deboli che tengono insieme le molecole delle sue fibre, oltretutto dalle dimensioni estremamente ridotte, e che ne causano la volatilità, dunque la facilità ad essere inalate dall’uomo.

L’asbesto è causa di diverse patologie, tra queste la più tristemente nota e letale, il mesotelioma pleurico, un tumore che colpisce il mesotelio, il sottile tessuto che riveste la maggior parte degli organi interni.

LE PATOLOGIE CORRELATE

L’inalazione delle polveri di asbesto può favorire l’insorgere di diverse patologie, in generale caratterizzate da un lungo periodo di latenza, ossia da un lungo intervallo di tempo tra l’inizio dell’esposizione e la comparsa della malattia.

Le patologie amianto-correlate possono essere così schematizzate:

Asbestosi

E’ una malattia respiratoria cronica legata alle proprietà delle fibre di asbesto di provocare una cicatrizzazione (fibrosi) del tessuto polmonare; ne conseguono irrigidimento e perdita della capacità funzionale.

Le fibre penetrano con l’aria attraverso la bocca ed il naso, procedendo poi lungo la faringe, la trachea e i bronchi fino ad arrivare agli alveoli polmonari.

Molti studi hanno dimostrato che la pericolosità delle fibre di asbesto è legata al diametro molto piccolo e a una lunghezza superiore ai cinque millesimi di millimetro.

È stato dimostrato che una parte dell’asbesto che viene respirato non riesce ad essere espulsa e resta negli alveoli dove provoca un’irritazione (alveolite): sembra che questo sia il primo passo per l’instaurarsi di lesioni cicatriziali e quindi di una vera e propria asbestosi.

La quantità di asbesto che resta intrappolata nei polmoni è legata alla quantità totale di asbesto inalato, e dunque all’intensità e alla durata dell’esposizione: l’asbestosi è pertanto una malattia in cui esiste una stretta correlazione fra “dose” di asbesto inalata e “risposta” dell’organismo, quindi tipica di una esposizione professionale.

Mesotelioma

Colpisce la pleura polmonare o il peritoneo, ma può riguardare anche altri distretti corporei (pericardio, tunica vaginale e del testicolo).

E’ una cosiddetta lesione “patognomonica”, cioè tipica dell’esposizione ad amianto.

Sono conosciute solo altre due cause di mesotelioma: esposizione ad erionite (una fibra minerale presente in natura in Cappadocia) e trattamenti terapeutici con inoculazione di sostanze radianti direttamente nella pleura.

Il mesotelioma costituisce, quindi, una delle poche forme tumorali di cui si ha una sostanziale certezza eziopatogenetica; ossia la causa di insorgenza di questo tumore, dalla prognosi quasi sempre infausta, è attribuibile pressoché interamente all’esposizione alle fibre di amianto.

Tumori del polmone e/o di altre sedi

Il cancro del polmone (carcinoma bronchiale) è la patologia tumorale amianto-correlata di gran lunga più frequente.

Numerosissime indagini epidemiologiche hanno dimostrato un incremento dei tumori negli esposti all’amianto, anche a danno di esofago, stomaco, colon-retto, larige, faringe, bocca, rene e ovaie.

Qualche sospetto ci sarebbe anche sul tumore della vescica. In termini di incidenza, il problema dei tumori dell’apparato respiratorio è più rilevante di quello dei mesoteliomi.

Placche pleuriche asbestosiche
Rappresentano un reperto radiografico privo di conseguenze funzionali negative. Costituiscono, però, una prova dell’esposizione all’amianto ( esposizione spesso misconosciuta ).