Giovedì 3 aprile , presso la sala formazione del dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria provinciale di Ragusa, in via Aldo Licitra, 11 si è tenuto un incontro con le associazioni di categoria per la presentazione del Programma di Sorveglianza Sanitaria per i lavoratori ex esposti a cancerogeni, mutageni e a sostanze chimiche con effetti a lungo termine residenti nel territorio dell’ASP di Ragusa. Il programma, voluto dal direttore dello SPreSAL, Giuseppe Miceli, si propone una serie di interventi di prevenzione “secondaria” attraverso la sorveglianza sanitaria; in considerazione dei lunghi periodi di latenza che intercorrono tra l’esposizione e l’insorgenza della patologia. Si ricorda infatti che nel caso di mesotelioma la latenza media tra l’esposizione e l’insorgenza del tumore è di 40 anni.

“Al programma di sorveglianza sanitaria vi si potrà accedere” – fa presente il dott. Paolo Ravalli, dirigente U.O. prevenzione igienico sanitaria ed epidemiologia occupazionale Asp di Ragusa – “ previa richiesta in cui dovranno essere indicati i pregressi periodi lavorativi di esposizione a cancerogeni o mutageni o sostanze chimiche con effetto a lungo termine. Il programma per tutti gli iscritti inseriti prevedrà una visita medica di base, all’esito della quale, e sulla base dell’accertata esposizione significativa, un periodo di controlli successivi o ulteriori approfondimenti clinici specialistici”.

Presenti i sindacati e le varie associazioni di categoria esistenti sul territorio.

Presente anche l’APIN che, attraverso la dott.ssa Ninella Azzarelli, su espressa richiesta dei sodalizi di Pozzallo che rappresentano i marittimi, si è resa disponibile ad organizzare un incontro nella cittadina marinara per la presentazione del programma di sorveglianza.

“Riteniamo opportuno”- afferma la dott.ssa Azzarelli – “condurre un’opera di informazione e sensibilizzazione verso un progetto come questo, che mira ad un’attenta azione di prevenzione “ secondaria” e sorveglianza sulla salute dei lavoratori. Per i  marittimi , vittime inconsapevoli dei rischi connessi all’esposizione, essere ammessi a questo programma vuol dire poter contare su un controllo mirato che ci auguriamo possa contribuire a diminuire le stragi  silenziose consumate negli ultimi decenni”.