Carloforte. Amianto, navi militari e mercantili: il risarcimento arriva dagli USA

Con il patrocinio del Comune di Carloforte, venerdì 26 Ottobre alle ore 16:30, la sala Ex-Me in via XX Settembre, ospita il convegno “Amianto, navi militari e mercantili: il risarcimento arriva dagli Leggi tutto »

Amianto e risarcimento. Convegno a Ortona.

“Amianto, navi militari e mercantili: il risarcimento arriva dagli USA” è il titolo del convegno che si terrà venerdì 16 marzo dalle 16.30 presso la sala Rotary del Complesso Monumentale di Sant’Anna Leggi tutto »

Amianto e tumori: incontro a Gaeta.

Si terrà giovedì 15 marzo alle 17, presso la Fondazione Caboto – Palazzo della Cultura, un importante appuntamento sulla tematica dell’amianto organizzato da A.P.I.N. Asbestos Personal Injury Network – Vittime Amianto Onlus, Leggi tutto »

Dona il 5 x 1000 ad APIN ONLUS

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INAIL. MALATTIE AMIANTO CORRELATE E PRESTAZIONI PER MALATI E SUPERSTITI.

L’Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (www.inail.it) ha pubblicato on line un opuscolo informativo su “Quali sono e come funzionano le prestazioni in favore dei soggetti colpiti da malattie asbesto-correlate Leggi tutto »

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Carloforte. Amianto, navi militari e mercantili: il risarcimento arriva dagli USA

Con il patrocinio del Comune di Carloforte, venerdì 26 Ottobre alle ore 16:30, la sala Ex-Me in via XX Settembre, ospita il convegno “Amianto, navi militari e mercantili: il risarcimento arriva dagli USA” organizzato dall’A.P.I.N., Asbestos Personal Injury Network – Vittime Amianto – Onlus.

L’associazione si occupa a tutto tondo del tema amianto, facendosi portatrice degli interessi di tutte le categorie di lavoratori, in special modo quella dei marittimi, nonché dei comuni cittadini, colpiti dai devastanti effetti del pericoloso minerale.

Dopo i saluti istituzionali, l’Avv. Nicola Carabellese, presidente dell’APIN, illustrerà il ruolo dell’associazione nello scenario nazionale. Di seguito l’Avv. Pierpaolo Petruzzelli relazionerà sul risarcimento del danno da amianto in Italia e negli U.S.A e seguirà un dibattito. Il convegno è moderato dal Dott. Gianni Repetto.

L’APIN nasce per mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema amianto e vuole essere una sentinella a tutela delle vittime e dei loro familiari. L’associazione ha già seguito centinaia di casi, in continua crescita, peraltro ponendosi come punto di riferimento per tutte le persone che sono state colpite dagli effetti devastanti dell’esposizione all’amianto.

Amianto e risarcimento. Convegno a Ortona.

Amianto, navi militari e mercantili: il risarcimento arriva dagli USA” è il titolo del convegno che si terrà venerdì 16 marzo dalle 16.30 presso la sala Rotary del Complesso Monumentale di Sant’Anna a Ortona.

Con l’aiuto di esperti e avvocati, si cercherà di sensibilizzare e far conoscere i danni sulla salute che produce l’amianto, l’effetto deleterio delle fibre di questo minerale sul corpo umano, e le possibili modalità di risarcimento per i lavoratori che abbiano contratto malattie asbesto correlate.

L’iniziativa, in collaborazione con il Comune di Ortona, è promossa dall’Associazione Asbestos Personal Injury Network (A.P.I.N.) ONLUS

L’A.P.I.N. è riuscita a mettere in contatto centinai di persone con professionisti, sia essi medici sia essi avvocati di indubbia serietà e indiscussa professionalità – spiega Nicola Carabellese, presidente A.P.I.N. – Ha seguito centinaia di casi, in continua crescita, peraltro. È un realtà che nasce per mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema amianto, vuole essere una sentinella a tutela delle vittime e dei loro familiari”.

I focus tematici saranno a cura dell’Avv. Pierpaolo Petruzzelli, esperto diritto in malattie professionali per i malato asbesto correlati e Mitchell S. Cohen, avvocato in Philadelphia, esperto in diritto risarcitorio internazionale.

Per ulteriori informazioni:

Tel +393343817716 / +393283010088
www.apin.it | apinitalia@gmail.com
facebook.com/apinetwork
twitter.com/apinitalia

Amianto e tumori: incontro a Gaeta.

Si terrà giovedì 15 marzo alle 17, presso la Fondazione Caboto – Palazzo della Cultura, un importante appuntamento sulla tematica dell’amianto organizzato da A.P.I.N. Asbestos Personal Injury Network – Vittime Amianto Onlus, un’associazione internazionale con sede in Italia, e Liberamente, l’associazione di cittadinanza attiva creata da Luigi Passerino e Gennaro Romanelli. Il problema dell’amianto in città coinvolge numerosi marittimi, ma anche tantissimi cittadini, essendo ancora presenti numerosi manufatti di eternit e amianto stesso. Tra i relatori anche legali esperti di risarcimenti.

“Il degrado dell’eternit, dovuto al passare del tempo, o alle intemperie, fa rilasciare nell’aria le famigerate fibre cancerogene. Queste fibre sono disperse nell’aria e in un territorio ampio, quindi in generale la quantità che ne respiriamo è definita tollerabile, ma, la vicinanza alle tettoie, il tempo di esposizione (variabile essenziale), la singola suscettibilità genetica di ognuno di noi, potrebbero purtroppo fare la differenza.

Occorre – sottolineano gli organizzatori dell’evento – un monitoraggio capillare per censire le tettoie o altri manufatti che contengono amianto, un incentivo economico alla bonifica, e allo smaltimento in sicurezza per i proprietari, essendo operazioni come sappiamo molto costose. E una campagna di comunicazione ad hoc sui rischi che si corrono a vivere nei pressi di tettoie di eternit. I dati del Registro regionale dei mesoteliomi maligni del Lazio, istituito presso il dipartimento di Epidemiologia del Sistema sanitario regionale, purtroppo parlano chiaro: fino al 2014 sono stati registrati nel Lazio 1042 casi di mesotelioma maligno (70% uomini e 30% donne), prevalentemente nella fascia di età 65-74 anni. E ci sono Comuni in cui il tasso di incidenza (TI) è ‘particolarmente elevato’, come Campagnano di Roma (TI 6,6), Rignano Flaminio (TI 5,9), Sezze (TI 5,6), Capena e Colleferro (TI 5,5), Pomezia (TI 5,2), Gaeta (TI 5,1), Civitavecchia (TI 4,7), Frascati (TI 4,2). Roma, per fare un paragone, ha un TI di 2.8 tra gli uomini e 1 fra le donne”.

Per saperne di più su eventuali risarcimenti per esposizione ad amianto, sia in Italia, che in Usa (esclusivamente per i marittimi che hanno lavorato su navi americane Gulf, Esso, Amico etc..) con attenzione particolare ai mesoteliomi, tramite Inps, Inail, Ipsema è possibile contattare il

Patronato Inac Gaeta
P.zza Capodanno 16 Gaeta,
Tel.0771465478 cell.3204851697

Contatti A.P.I.N.
A.P.I.N. – Asbestos Personal Injury Network – Onlus
Via Principessa Margherita 18 | 80079 –  Procida (NA)
Nicola Carabellese  +39 334 38 17 716
Gennaro Luca  Brandi +39 328 30 10 088
Pierpaolo Petruzzelli  +39 08 05 22 77 33

fax 081/19309974

www.apin.it | apinitalia@gmail.com | apin.network@gmail.com

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Sede del Convegno

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INAIL. MALATTIE AMIANTO CORRELATE E PRESTAZIONI PER MALATI E SUPERSTITI.

L’Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (www.inail.it) ha pubblicato on line un opuscolo informativo su “Quali sono e come funzionano le prestazioni in favore dei soggetti colpiti da malattie asbesto-correlate e dei loro superstiti

Ecco un estratto della relazione che potete scaricare qui.

<<Nel marzo 1992, con l’approvazione della legge n. 257, l’Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a vietare l’estrazione, l’importazione, la lavorazione, l’utilizzo, la commercializzazione e l’esportazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono. Sebbene la sua grave nocività per la salute sia accertata da tempo, però, un quarto di secolo dopo la “questione amianto” non può ancora essere considerata chiusa.

Per la sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa, infatti, questo materiale è stato largamente utilizzato per quasi 50 anni per la coibentazione di edifici, tetti e navi, come materiale da costruzione per l’edilizia – sotto forma di composito fibro-cementizio per fabbricare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici e canne fumarie – ma anche per produrre indumenti e parti meccaniche. Di conseguenza oggi continua a essere presente in moltissimi edifici, macchinari e manufatti.

A rendere drammaticamente attuale il problema dell’amianto è anche il lungo periodo di latenza delle patologie a esso correlate, ovvero il tempo che intercorre tra la prima esposizione alla sostanza e la manifestazione della malattia, che nel caso del mesotelioma pleurico – uno dei tumori per cui è stata inequivocabilmente dimostrata una stretta correlazione con l’esposizione alle fibre di asbesto – può superare i 40 anni. L’inalazione delle sue sottilissime fibre può inoltre provocare l’asbestosi, una fibrosi polmonare progressiva, il carcinoma polmonare e altre tipologie di mesotelioma.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo le persone ancora esposte all’amianto nei luoghi di lavoro sono circa 125 milioni. Solo in Europa sono 15mila le morti asbesto-correlate che avvengono ogni anno e l’amianto è responsabile di circa la metà di tutti i decessi per cancro sviluppato sul posto di lavoro.

Purtroppo, in alcuni Paesi l’amianto viene ancora utilizzato, soprattutto nei materiali da costruzione e continua a essere prodotto ed esportato. Ma anche nei Paesi – come l’Italia – in cui l’amianto è stato messo al bando, a causa dell’uso massiccio che se ne è fatto in passato e della sua permanenza nell’ambiente, che richiede adeguate procedure di smaltimento, persiste l’esposizione della popolazione.

Al pesantissimo impatto sociale delle patologie asbesto-correlate si somma, inoltre, quello economico. Secondo stime recenti, infatti, nel nostro continente i decessi per mesotelioma costano più di 1,5 miliardi di euro all’anno.>>

Ameglia (La Spezia), brucia un capannone, “ricaduta fibre di amianto”

Schermata 2016-11-01 alle 10.24.39L’incendio di un capannone scoppiato stamani (31/10/2016 ndr) nella piana di Marinella, nel comune di Ameglia (La Spezia) ha provocato una “possibile ricaduta di fibre di amianto per un raggio di 1500 metri. Secondo l’Agenzia regionale per l’Ambiente durante la prima fase dell’incendio è “più probabile che siano state veicolate fibre d’amianto” che si trovavano nel tetto. Arpal ha inviato il rapporto sull’accaduto alla Asl spezzina. Interessati dal rischio amianto circa duemila abitanti delle frazioni dei comuni di Ameglia, Castelnuovo Magra, Ortonovo e Sarzana.

L’incendio del grande capannone adibito a fienile, divampato stamani poco prima delle 8, è stato circoscritto ed è in corso di spegnimento. La protezione civile ha confermato e ribadito le misure di autoprotezione diffuse in mattinata ai cittadini con un sms, consigliando di rimanere a casa con le finestre chiuse. Il rapporto Arpal, inviato alle Asl, sarà recapitato ai sindaci che adotteranno le precauzioni ritenute necessarie. ll comune di Carrara ha diramato un comunicato che recita: “Fino a questo momento dalle competenti autorità ed Enti della Liguria non sono giunte comunicazioni né ufficiali né ufficiose di possibili rischi per la salute pubblica del nostro territorio”.Il Comune di Ameglia ha diramato un messaggio telefonico ai 2700 numeri che normalmente vengono allertati in genere per le allerte meteo o le emergenze, per invitare la popolazione a ritirare i panni stesi, chiudere le finestre e non fare attività all’aria aperta.

Schermata 2016-11-01 alle 10.24.24L’assessore regionale alla protezione civile Giacomo Giampedrone è sul posto da questa mattina. Sono state sgomberate tutte le abitazioni nel giro di 1500 metri dal capannone, si tratta due abitazioni dove abitano quattro persone che al momento dell’incendio erano già fuori casa, visto che si tratta di casolari di campagna, sono pronte comunque le strutture ricettive per accogliere queste persone. Le scuole delle due frazioni di Ameglia più prossime alcapannone, a Fiumaretta e Bocca di Magra, resteranno chiuse mercoledì e fino a nuovo ordine. Nel frattempo è stata emessa l’ordinanza che dà prescrizioni alla popolazione per le prossime 48 ore: stare in casa, chidere le finestre e tenere gli animali al riparo. “Purtroppo Arpal e Asl ha registrato che ci possono essere state dispersioni _ dice Giampedrone _ e si possono ancora verificare, è necessario quindi tutelare l’incolumità pubblica”.

Fonte articolo

Fonte foto di copertina

Napoli. Amianto ai Colli Aminei, sequestrato un manufatto.

Sequestrato un manufatto in zona Colli Aminei ricoperto  da lastre di amianto in evidente stato di abbandono.

Proseguono le attività di controllo e gli interventi della Polizia Municipale nel territorio Stella San Carlo.

Gli agenti del reparto operativo Stella hanno sottoposto a sequestro penale un manufatto in muratura di circa 80 metri quadri ricoperto da un tetto di lastre di amianto in evidente stato di abbandono situato all’interno di una vasta area adiacente al civico 12 di Viale degli Oleandri ai Colli Aminei.

All’interno del manufatto e nella zona antistante, ricoperta da fitta vegetazione, sono stati rinvenuti numerosi tubi di eternit occultati parzialmente nel terreno e parti di lastre di amianto di copertura del tetto cadute al suolo per deterioramento, abbandono e assenza di manutenzione.FOTO2

L’edificio è presente  su un area anch’essa sottoposta a sequestro per violazioni in materia di edilizia ed è posizionato nelle immediate vicinanze di altri fabbricati e di diverse abitazioni.

In seguito al sequestro della struttura e alla successiva comunicazione alla Autorità Giudiziaria, sarà cura dei proprietari, ai quali il manufatto  è stato affidato in custodia giudiziaria, predisporre idonei interventi per la messa in sicurezza del materiale pericoloso.

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Gaeta, un mare di amianto:Amianto a Gaeta: aspetti tecnici, medici e risarcitori in Italia e negli USA.

Il problema dell’amianto è purtroppo presente in città, e ha inoltre toccato numerosi marittimi gaetani.

“Amianto a Gaeta: aspetti tecnici, medici e risarcitori in Italia e negli USA” è il titolo del convegno presentato dall’Associazione “Obiettivo Comune” che si terrà Sabato 5 Marzo 2016 presso la Sala Verde dell’Hotel Serapo in Gaeta.

 

Interverranno :

  • Avv. Pierpaolo Petruzzelli : esperto in diritto risarcitorio internazionale
  • Dott. Rosalino Grasso : consulente previdenziale
  • Dott.ssa Giada Maio : esperta ANCI energia e innovazione
  • Ing. Alessandro Di Tucci : esperto tecnico

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“Un posto sicuro”, un film racconta la tragedia dell’Eternit di Casale Monferrato

amianto asbesto casale un posto sicuro apinLa tragedia dell’Eternit di Casale Monferrato è diventato un film, “Un posto sicuro” di Francesco Ghiaccio, presentato oggi in anteprima nazionale nella città simbolo delle stragi da amianto, quella che ha pagato più di ogni altra in termine di vite umane e malattie. Domani si replica a Torino, dal 3 dicembre la pellicola approderà nelle sale. Alla proiezione casalese c’erano i familiari di alcune delle vittime. Tra questi la casalese Maria Ottone, 81 anni, che, tornata nella sua città da pensionata, ha visto morire, uccisi dal minerale killer, la cognata, il padre ed il fratello. “Abbiamo detto e letto talmente tanto in tutti questi anni – ha affermato la donna – che credo un film non aggiunga molto. E’ però bello, soprattutto nella seconda parte, quando il riscoperto rapporto tra padre e figlio diventa più forte della malattia. Purtroppo con la sentenza della Cassazione, prima della quale avevamo sperato tanto, abbiamo perso ma non molleremo comunque”. Maria Ottone è la miglior amica di Romana Blasotti Pavesi, 86 anni, l’anima dell’Afeva (Associazione familiari e vittime amianto), che non ha potuto partecipare all’anteprima perché malata.182103148-7a3f369e-2613-4e79-8eaf-5c01ef0ffd24

“Un posto sicuro”, del regista Francesco Ghiaccio, ha cominciato le riprese nei giorni successivi la controversa sentenza sulla Eternit e ha come principali interpreti Marco D’Amore, Giorgio Colangeli, Matilde Gioli; è prodotto da Indiana Production, La Piccola Società con Rai Cinema e Sky Cinema e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte. “Abbiamo cominciato proprio da Romana Blasotti Pavesi – spiega Ghiaccio – Lei che alle lacrime ha sostituito la determinazione per ottenere giustizia. Il film cerca di essere a quest’altezza, questo è quello che abbiamo ‘respirato’ a Casale. Una città che ha sposato pienamente in modo convinto il nostro progetto. Molti si sono identificati nel film perchè lo consideravano un’occasione di riscatto, soprattutto dopo la sentenza della Cassazione. Il nostro è, in particolare, il racconto di una rinascita: un risveglio iniziato più di trent’anni fa, quando i primi operai dissero ‘qua stiamo morendo tutti’. Per quanto difficile, anche per questa ragione è il nostro film di Natale, la più grande soddisfazione della mia vita”.

Fonte : La Repubblica

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Operai morti per l’amianto, condannati gli ex direttori di Fincantieri Palermo

Fincantieri amianto Menegozzo SiciliaOperai morti per l’amianto, condannati gli ex direttori di Fincantieri Palermo: sono ritenuti responsabili della morte di sette operai deceduti per asbestosi e mesotelioma pleurico in seguito all’inalazione delle fibre di amianto

Il giudice di Palermo Monica Sammartino ha condannato complessivamente a 24 anni e 6 mesi di carcere, per omicidio colposo, gli ex direttori di Fincantieri Palermo Giuseppe Cortesi, Antonio Cipponeri e Luciano Lemetti. Sono responsabili della morte di sette operai deceduti per asbestosi e mesotelioma pleurico in seguito all’inalazione delle fibre di amianto. Nello stabilimento, per anni, secondo l’accusa non sarebbero state adottate le misure di sicurezza minime per evitare il contatto diretto con l’amianto.

I tre imputati, che avrebbero dovuto vigilare sull’osservanza delle cautele imposte dalla legge per chi lavora a contatto con l’amianto, sono stati invece assolti dall’accusa di omicidio colposo relativa ad altri dieci decessi. Per 15 capi di imputazione di omicidio e lesioni colpose è stata invece dichiarata la prescrizione. A Cortesi sono stati inflitti 8 anni e 6 mesi, a Cipponeri 6 anni e 6 mesi e a Lemetti 9 anni e 6 mesi. Il giudice ha riconosciuto il risarcimento del danno, da liquidarsi in sede civile, alle parti civili costituite: i familiari di tre vittime, l’Inail e la Fiom, assistita dall’avvocato Fabio Lanfranca.

Il magistrato ha inoltre attribuito una provvisionale immediatamente esecutiva di 700mila euro all’Inail e somme tra i 120mila e i 65mila euro alle mogli e ai figli delle vittime che si sono costituiti parti civili. Si tratta del secondo processo celebrato a Palermo per l’amianto killer alla Fincantieri. A novembre del 2014 la Corte di Cassazione ha confermato le condanne dei tre dirigenti al primo dibattimento istruito nel capoluogo. Erano imputati della morte di 37 operai, uccisi anche loro dalle polveri di asbesto, e per la malattia sviluppata da altri 24 lavoratori.

Fonte: La Repubblica (Palermo)

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